Il 26 ottobre 1983 la Camera privava Pablo Escobar dell'immunità parlamentare

Trentasette anni fa la Camera privava Escobar dell'immunità parlamentare: guarda su discovery+ lo speciale sul più grande Boss della droga di sempre.

Il 26 ottobre 1983 è una data significativa nella vita di Pablo Escobar, il più celebre narcotrafficante della storia. In quel giorno infatti la Camera lo privò dell'immunità parlamentare e successivamente, il 20 gennaio 1984, il criminale colombiano si dimise dal suo incarico. La sua carriera politica era iniziata a Envigado, comune del dipartimento di Antioquia dov'era stato eletto consigliere comunale nel 1979. Tre anni più tardi inizò ad affacciarsi alla politica nazionale e si candidò nella del Movimento Rivoluzionario Liberale prima di diventare una figura di riferimento di Alternativa Liberal.

 

Raggiunse l'apice della fama quando vestì i panni di Robin Hood e promosse il progetto "Medellín sin tugurios" che si prefiggeva di costruire più di cinquecento case per le famiglie più povere. Il suo consenso crebbe a dismisura tanto che il 14 marzo 1982 fu eletto alla Camera dei Rappresentanti. La sua discesa iniziò quando il quotidiano El Espectador parlò del suo arresto nel 1976 per possesso di cocaina. Ma chi era Pablo Escobar? Ce lo racconta María Isabel Santos, detta Tata, vedova di Pablo Escobar nello speciale "Escobar, mio marito" disponibile su discoery+

 

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Pablo Emilio Escobar Gaviria, capo del celebre Cartello di Medellín, ha terrorizzato la Colombia intera per oltre 20 anni. Il narcotrafficante più famoso della storia, responsabile della morte di migliaia di persone, viene ucciso il 2 dicembre 1993 da Los Pepes (organizzazione paramilitare attiva in Colombia a cavallo tra gli anni '80 e '90) con la collaborazione della polizia e del Cartello di Cali, lasciando soli - e soprattutto senza alcuna protezione - la moglie e i due figli. La vedova di Escobar, in cambio della fortuna del suo defunto marito e della promessa di lasciare per sempre la Colombia, ottiene di aver salva la vita del numero uno del Cartello di Cali. 

 

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Oggi María Isabel Santos vive a Buenos Aires, in Argentina. Ha dovuto cambiare identità per continuare a vivere e mantenere i suoi figli. Non è stato affatto semplice. Ha vissuto anni nel terrore che qualcuno la riconoscesse. Ora è una scrittrice e una life coach, ma ha avuto modo di lavorare anche nel settore immobiliare. Soffre per il fatto che ancora adesso lei e i suoi figli vengano giudicati per l'operato del padre. Hanno vissuto esperienze terribili che però gli permettono di avere la forza di affrontare qualsiasi sfida. Come il processo per riciclaggio che nel novembre 1999 ha portato Tata a trascorrere 18 mesi in prigione e Juan Pablo a essere rilasciato dopo 45 gioni in carcere. Dopo anni di esilio, Tata è tornata a Medellín per ripercorrere la sua vita e quella di Pablo Escobar nello speciale "Escobar, mio marito". Guardalo subito su discovery+!

 

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