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Il 2 novembre 1984 veniva giustiziata Velma Barfield: guarda "Dentro la mente di un assassino"

Sono passati 36 anni dalla morte della serial killer Velma Barfield, prima donna giustiziata dopo la reintroduzione della pena di morte negli USA avvenuta nel 1976.

Il 2 novembre 1984 veniva giustiziata la serial killer statuitense Velma Barfield, accusata dell'omicidio di sei persone mediante avvelenamento. La Barfield fu la prima donna giustiziata dopo la reintroduzione della pena di morte negli USA avvenuta nel 1976 (l'ultima donna era stata condannata a morte nel 1962) e la prima in assoluto a morire per iniezione letale. A distanza di 36 anni da quel giorno, puoi guardare su Dplay Plus lo speciale "Dentro la mente di un assassino". Molto tempo dopo che i crimini sono stati risolti e i colpevoli messi in prigione o condannati a morte, rimane una domanda: perché? La serie indaga attraverso un prisma psicologico gli assassini più efferati. Usando le rievocazioni di momenti chiave, oltre a filmati d'archivio e interviste a testimoni oculari, la serie cerca di rispondere al quesito: ma questi individui avrebbero potuto essere fermati prima che uccidessero?

 

DENTRO LA MENTE DI UN ASSASSINO: GUARDALO IN ESCLUSIVA SU DPLAY PLUS 

 

LA STORIA DI VELMA BARFIELD

 

Nata in una zona rurale del South Carolina il 29 ottobre 1932, Margie Velma Bullard (che poi sarà conosciuta come Velma Barfield) è la seconda di nove figli. La madre si chiama Lillie Bullard ed è una casalinga, il padre Murphy Bullard ed è un coltivatore. Velma cresce in un contesto tutt’altro che sereno dove quotidianamente si rischia di non avere a disposizione beni essenziali come l’acqua e la corrente elettrica. Murphy ha seri problemi d’alcolismo e ne fanno le spese la moglie e i figli che subiscono le sue violenze. Velma trova momenti di pace solamente a scuola, dove si dimostra una bambina brillante e può dimenticarsi per qualche ora del padre violento e della madre che non ha la forza di difenderla. Intanto le condizioni di povertà in cui vive iniziano a pesare alla piccola Velma, che per non sentirsi a disagio con gli altri bambini commette piccoli furti. In età adolescenziale Velma denuncia il padre a un giornale locale accusandolo di averla stuprata. Un’accusa che in futuro ritratterà ma su cui permangono dubbi. A 17 anni Velma riesce a sposarsi con un ragazzo che le piaceva da tempo, Thomas Burke, nonostante il padre avesse provato a impedirglielo. I due hanno il primo figlio, Ronald Thomas, il 15 dicembre 1951 e due anni dopo danno alla luce una bambina di nome Kim. 

 

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Velma è casalinga e mamma a tempo pieno, Thomas ha un lavoro che gli permette di mantenere la famiglia. Sembra che tutto vada per il meglio fino a quando Thomas non accusa problemi di salute e come conseguenza si dà all’alcol. Velma non la prende ovviamente bene e tra i due diventano frequenti le liti. Il 4 aprile 1969 Burke muore intossicato a seguito di un incendio scoppiato in casa. Velma e i bambini non erano presenti e scoprono solo successivamente la tragica notizia. Velma è profondamente provata ma cerca di rifarsi una vita sposando nel 1970 il vedovo  Jennings Barfield. Una storia che durerà pochissimo visto che il 22 marzo 1971 Jennings, che aveva da tempo seri problemi di salute, morirà per problemi cardiaci. Nel 1974 muore improvvisamente anche la madre di Velma che da mesi accusava sintomi quali diarrea, vomito e nausea. Nel 1976 Velma inizia a lavorare per una coppia di anziani, Montgomery e Dollie Edwards. Montgomery morirà il 29 gennaio 1977 e un mese dopo verrà raggiunto dalla moglie: i due avevano manifestato gli stessi sintomi che avevano portato alla morte la madre di Velma. 

 

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La strage di anziani non finisce qui. Il 4 giugno 1977 perde la vita John Henry, anziano marito della 76enne Record Lee, una signora di cui Velma avrebbe dovuto prendersi cura. John Henry spira dopo aver accusato dolori lancinanti allo stomaco e al petto. Rowland Start Taylor è un’altra vittima di Velma Barfield. I due erano fidanzati ma Velma sottraeva di nascosto del denaro dal conto bancario di Rowland. Temendo di essere stata scoperta, Velma versa nella birra di Rowland un veleno per topo a base di arsenico e ne provoca la morte datata 3 febbraio 1978. Arrestata, Velma confessa gli omicidi per avvelenamento di Bullard, Dollie e John Henry Lee ma viene condannata a morte solo per l’ultimo omicidio. Durante la sua detenzione nella prigione centrale di Raleigh, la capitale dello Stato della Carolina del Nord (dove non esiste un’area riservata alle donne, lei è la prima e solo successivamente ne verrà creata una), Velma diventa una devota cristiana e il suo comportamento risulta impeccabile. Nonostante i tentativi di commutare la condanna a morte in carcere a vita e nonostante l’intervento di un Professore di Psichiatria - Dorothy Otnow Lewis - che sostiene si tratti di un caso di disturbo dissociativo dell’identità - iniziatosi a creare per gli abusi sessuali subiti da Velma in giovanissima età - la condanna a morte viene confermata ed eseguita il 2 novembre 1984

 

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