Omicidio Luca Varani: guarda il documentario su discovery+

Il 5 marzo del 2016 i Carabinieri di Roma rinvengono in un appartamento della zona est della Capitale il corpo senza vita di Luca Varani, un ragazzo di appena 23 anni. Il cadavere presenta un coltello conficcato nel torace e molti segni di tortura. Ricostruiamo la vicenda grazie al documentario disponibile su discovery+.

Nella notte tra il 3 e 4 marzo 2016 Luca Varani viene torturato e ucciso in un appartamento di via Igino Giordani, a Roma, nel corso di un festino a base di sesso, alcol e droga. Il proprietario di casa, Manuel Foffo, racconta tutto al padre che chiama il 112. Nell'abitazione i Carabinieri trovano il corpo senza vita del 23enne. Intanto viene rintracciato anche Marco Prato, accusato insieme a Foffo del delitto, che nel frattempo si era rifugiato in un hotel, tentando il suicidio. "Volevamo uccidere qualcuno, volevamo vedere l'effetto che fa", dirà Foffo ai carabinieri. Un delitto crudele, efferato, sconvolgente. Raccontato in uno speciale in esclusiva su discovery+, L'omicidio Varani.

 

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Sono le 18.50 di sabato 5 marzo 2016, la Centrale Operativa del Comando Provinciale dei Carabinieri di Roma riceve la notizia di un omicidio. La denuncia arriva da un avvocato: un suo cliente afferma di aver ucciso un ragazzo e di volersi consegnare alle Forze dell’Ordine. L’informazione viene immediatamente inoltrata alla caserma di Piazza Dante e trova subito conferma. La pattuglia inviata nel quartiere Collatino di Roma a verificare le parole dell’avvocato riscontra la presenza di un uomo di circa 30 anni che dichiara di aver commesso un omicidio: il suo nome è Manuel Foffo. Quest’ultimo racconta quanto già riferito al suo avvocato, ovvero di aver commesso un omicidio. Non riesce però a fornire dettagli più precisi perché ancora sotto choc. Dice di avere ucciso un ragazzo uno o due giorni prima, di averlo fatto insieme a un suo amico, Marco Prato, e che il cadavere del ragazzo ucciso si troverebbe ancora nel suo appartamento, al 10° piano di un palazzo in via Iginio Giordani, strada nella periferia est di Roma. 

 

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Lasciato Foffo in macchina con dei militari, i Carabinieri raggiungono via Iginio Giordani. L’appartamento è completamente a soqquadro. Nel bagno e nella camera da letto ci sono tracce di sangue. Sul letto matrimoniale c’è un corpo esanime avvolto da un piumino. Foffo quindi non mentiva: nel suo appartamento c’è un cadavere e potrebbe trattarsi della persona che dice di aver ucciso. Resta da verificare l’esistenza di un complice, quel Marco Prato di cui ha parlato al Maggiore Lorenzo Iacobone. Foffo dice di averlo visto l’ultima volta la sera prima e di averlo lasciato in un albergo non molto lontano da Piazza Bologna. Prima di salutarlo, Marco Prato gli avrebbe confessato la volontà di togliersi la vita. In pochi minuti gli investigatori trovano l’albergo di cui parla Foffo. Quella dei Carabinieri è una corsa contro il tempo: Marco Prato potrebbe infatti fuggire o nella peggiore delle ipotesi dar seguito all’intenzione di suicidarsi. Il portiere dell’albergo conferma la presenza di Marco Prato nella struttura.

 

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Prato è arrivato il giorno prima e ha preso una stanza per due notti e pagandola in anticipo. Alle 6 del mattino si è ripresentato in reception per farsi prestare una penna e chiedere di non essere disturbato per nessun motivo. Nella notte alcuni clienti si sono lamentati per la musica altissima che proveniva dalla sua camera. Raggiunta la sua stanza, i Carabinieri trovano Prato riverso sul pavimento con la testa sotto al letto. Indossa solo un paio di collant neri e sulle unghie ha residui di smalto colorato. È privo di conoscenza ma ancora vivo. Nella stanza vengono rinvenuti alcuni flaconi di barbiturico, forse utilizzati per tentare di farla finita. Non è in gravi condizioni. Immediatamente viene portato all’Ospedale Sandro Pertini, mentre Manuel Foffo viene condotto al Comando di Piazza Dante per il primo interrogatorio con il Pubblico Ministero. A interrogatorio in corso, la Squadra Rilievi del settimo Nucleo Investigativo di Roma entra nell’appartamento di via Iginio Giordani. I primi rilievi tecnici sulla scena del crimine possono fornire al magistrato e agli investigatori elementi utili per dare riscontro alle sue dichiarazioni. Elementi che non tardano a emergere. Ricostruisci tutta la vicenda guardando su discovery+ il documentario L'omicidio di Varani

 

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