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Di Battista ad Accordi&Disaccordi sul NOVE: "Di Maio e la sua claque sembrano i forzisti quando occuparono il tribunale di Milano"

Ecco le dure parole dell'ex M5S Alessandro Di Battista durante la puntata di Accordi&Disaccordi dell'11 febbraio 2022.

Alessandro Di Battista durissimo con l'ex compagno Luigi Di Maio. Quelle dichiarazioni rilasciate dall'ex capo politico dei Cinque stelle subito dopo la rielezione di Sergio Mattarella al Quirinale in cui parlava di "leadership che hanno fallito" e della necessità di "aprire una riflessione politica interna", non gli sono proprio andate giù. "È evidente che fossero indirizzate a Conte, con tutta quella claque dietro. Mi sembravano, ora si incazzeranno ma non me ne frega niente, i forzisti che occuparono il tribunale di Milano per protestare", ha detto Di Battista, ospite sul Nove di ‘Accordi&Disaccordi’, il talk politico condotto da Luca Sommi e Andrea Scanzi tutti i venerdì alle 22.45, rievocando l'11 marzo 2013, giorno in cui i parlamentari del Pdl fecero un'azione dimostrativa durante una delle udienze del processo Ruby. “Che c'è di politica? Soprattutto nella claque dietro, che è anche una claque silenziosa, che c'è? Voglia di ricandidatura e basta, che altro c'è? Voglia di stare dietro la persona che: 'Oh, mi raccomando eh, lotta all'interno del Movimento eh, fatti sentire con Conte, così abbiamo qualche posto a disposizione tra un anno e mezzo'. Anche perché già il Movimento non prenderà il 33%. In più c'è il taglio dei parlamentari: 'Qua noi ci dobbiamo muovere, perché una truppa serve lì dentro, perché altrimenti come possiamo incidere per un eventuale governo Draghi 2, nel 2023, e piazzare due sottosegretari e un ministro?'. Questa è la verità - ha detto ancora l'ex militante grillino interpretando i pensieri di chi sostiene la corrente dimaiana - E siccome io ho sempre detto la verità dal primo giorno, quando hanno cambiato il capo politico in guida collegiale solo per fregare me, lo sapete? È andata così. Cioè non è che loro volevano la guida collegiale. E lì Conte non c'entra niente, faceva il presidente del Consiglio, per questo io sono molto leale a Conte".

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E ancora: "Tutti sono responsabili. Tutti quelli che quando faccio le interviste e critico di Maio su ragioni politiche mi chiamano, pure nel Movimento, e mi dicono: 'Bravo, sei stato bravo, finalmente l'hai dette quelle cose'. E io rispondo: 'Guardate che ho buona memoria eh, e oggi voi che mi adulate siete gli stessi che l'altro ieri avevate paura che Di Battista diventasse capo politico perché cambiavano determinate cose'. Io non che mi piegavo su determinate questioni e quindi hanno cancellato il capo politico evitando di farlo votare. È stato più Crimi al comando del Movimento che Roosevelt negli Stati Uniti, esclusivamente per fregare me. Tant'è che poi sono andato via dal Movimento ed è finita la guida collegiale, è sparita. Tante persone che in questo momento si attaccano a me e dicono: 'Speriamo che torni così ci dai una mano', sono persone dalle quali Conte non si deve guardare, però deve stare attento. Perché oggi gli stanno attaccate perché senza Conte oggi il Movimento non prende un voto. Io dico: sai quanto farebbe bene a Conte mantenere la regola del doppio mandato? Avoglia!", ha concluso Di Battista.

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