Il 14 gennaio 1919 nasceva Giulio Andreotti: guarda il documentario su discovery+

In occasione dell'anniversario della nascita dell'ex Presidente del Consiglio, guarda su discovery+ il documentario "Andreotti - Diario privato".

Nato a Roma il 14 gennaio 1919, Giulio Andreotti avrebbe compiuto oggi 102 anni. L'anniversario della nascita dell'ex Presidente del Consiglio, scomparso il 6 maggio 2013, è l'occasione per guardare "Andreotti - Diario privato", il documentario disponibile su discovery+ che racconta uno dei politici più longevi e discussi della storia italiana. La voce di Vinicio Marchioni ripercorre la vita di Giulio Andreotti attraverso i suoi scritti, le testimonianze dei familiari che ne hanno conosciuto la dimensione privata e le personalità che lo hanno incontrato e che svelano i retroscena della sua figura pubblica.  

 

ANDREOTTI - DIARIO PRIVATO: GUARDA IL DOCUMENTARIO SU DISCOVERY+ 

 

La politica era la sua vita, il suo modo di esprimersi. Giulio Andreotti aveva il culto della politica come arte di governo. Era un uomo che amava fare battute, affibbiava soprannomi a chiunque ed era solito sdrammatizzare qualsiasi situazione. Chiamava la moglie, Livia Danese, "la gazzella delle Alpi" per la sua passione per le passeggiate in montagna. Una volta disse: "Prendersi un po’ in giro da soli fa bene, serve a non montarsi la testa, a non darsi troppe arie e a non credersi un uomo superiore. Io mi diverto molto a prendermi in giro…”. Nato nel cuore di Roma, in Via dei Prefetti, a un passo Montecitorio, amava la vita di strada. Faceva parte dell’élite romana ma era anche un cittadino di Roma perché ne aveva vissuto la storia. Era un uomo di potere e amava esserlo. Da un suo amico siciliano ereditò la massima "il potere logora chi non ce l’ha". Andreotti era così, comunicava con poca enfasi ma con battute incisive. “A pensar male degli altri si fa peccato, ma spesso ci s’indovina” era un'altra frase che ripeteva spesso e che aveva preso in prestito da un cardinale. Hanno fatto storia anche "i preti votano, Dio no” e "se avessi tutto il potere in mano cosa farei? Qualche errore in più”. 

 

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Si svegliava alle 5, leggeva i giornali e andava a messa. Poi faceva tappa nel suo studio dove il barbiere gli tagliava barba e capelli. Era infatti troppo pigro per farsi la barba da solo. Dava appuntamenti all’alba. Non guidava mai una macchina (non aveva la patente). Era negato per le attività sportive e conosceva solo il lavoro, faro della sua vita. Accanto a lui c’era sempre la famiglia che è stata preservata dal peso della vita pubblica. La famiglia era il suo rifugio e la custodiva gelosamente. I pranzi domenicali in famiglia erano la sua salvezza, le vacanze la sua rinascita. Non fumava e non sopportava il fumo passivo. Non sapeva ballare, per questo la moglie lo riteneva eccessivamente serio. Aveva ballato solamente a una vertice europeo, convinto a fare qualche passo di sirtaki. Non ha neanche mai cantato, se non in chiesa durante la Messa. Era goloso di dolci e di gelato, e la cuoca lo viziava come un bambino. Gli piaceva scommettere piccole somme: non ha mai vinto. Durante la sua carriera politica non si sapeva se avesse o meno una famiglia, si è scoperto alla fine. Aveva quattro figli e una moglie dalla personalità dominante a cui ha delegato la gestione della famiglia. Andreotti era troppo preso dal lavoro e per i suoi cari era normale lavorasse sempre. Faceva tutto di fretta e non voleva perdere tempo. Per ripercorrere tutta la vita di Andreotti, guarda su discovery+ il documentario "Andreotti - Diario privato".

 

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