Il 4 novembre 2008 Obama diventava il primo presidente afroamericano della storia degli Stati Uniti

Sono passati 12 anni dal 4 novembre 2008, quando alla Casa Bianca si è insediato il primo presidente di colore nella storia degli USA: Barack Obama.

Era il 4 novembre 2008 quando Barack Obama venne eletto presidente degli Stati Uniti diventando il primo afroamericano a insediarsi alla Casa Bianca. Una giornata storica per il mondo intero. "Se ancora c’è qualcuno che dubita che l’America non sia un luogo nel quale nulla è impossibile, che ancora si chiede se il sogno dei nostri padri fondatori è tuttora vivo in questa nostra epoca, che ancora mette in dubbio il potere della nostra democrazia, questa notte ha avuto le risposte che cercava", queste le parole pronunciate da Obama a Chicago il 4 novembre, pochi minuti dopo la sua vittoria. Barack Obama, che nel 2012 si sarebbe ripetuto prima di lasciare il testimone e Donald Trump, nasce il 4 agosto 1961 a Honolulu, capitale delle Hawaii. Il padre, Barack Obama Sr., è keniano; la madre, Ann Dunham, è statunitense originaria del Kansas. Ma per la formazione del giovane Barack, ancor più dei genitori che si separano nel 1963, sono fondamentali i nonni che lo crescono col mito del sogno americano. 

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Il fiore all'occhiello degli otto anni di presidenza del democratico Obama è rappresentato senza alcub dubbio dalla riforma sanitaria, approvata tra mille controversie. Quasi una rivoluzione visto che si rese obbligatoria un'assicurazione sanitaria (la cosiddetta "Obamacare") per tutti e aumentò esponenzialmente il numero delle persone tutelate dal sistema sanitario (ben 32 milioni in più). E a chi ancora oggi gli rinfaccia di aver latitato in politica estera, lui fa il nome del fondatore e leader di Al Qaida Osama bin Laden, l'uomo più temuto al mondo ucciso il 2 maggio 2011 durante un blitz in Pakistan.

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Obama riuscì anche a dimezzare il numero dei cittadini disoccupati, a salvare l'industria dell'auto e a risollevare a fatica l'economia dopo la Grande Recessione del 2008 (la più grande crisi economica dal 1929) che ancora oggi fa sentire i suoi devastanti effetti. Secondo molti Obama doveva e poteva fare di più sul fronte della violenza e dell'ineguaglianza sociale. Lui, che rappresentava quella minoranza che chiede perennemente giustizia, avrebbe fatto molto meno di quanto ci si aspettasse. Nel 2009, un anno dopo il suo insediamento, è stato insignito del Nobel per la pace "per i suoi sforzi straordinari volti a rafforzare la diplomazia internazionale e la cooperazione tra i popoli". Un Nobel assegnato sulla fiducia che non si meriterà pienamente. Sotto la sua presidenza è stato trovato un punto d'incontro sul programma nucleare di Teheran, un accordo storico. Suo anche il merito del riavvicinamento con Cuba dopo oltre 50 anni di ostilità. Quel riavvicinamento che invece non c'è stato con la Russia soprattutto dopo lo scoppio della guerra civile siriana. Obama è passato alla storia come il presidente del “Yes we can” e delle parole “Hope and Change” ripetute quasi ossessivamente nei suoi discorsi. È stato un presidente che ha lottato costantemente per il bene comune. "Qualunque cosa accada, domani sorgerà il sole", sono state le sue ultime parole da presidente degli USA prima di lasciare spazio a Donald Trump.

 

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