Alcatraz, la fine: il 21 marzo 1963 chiudeva la più famosa prigione federale degli Stati Uniti

Cinquantotto anni fa chiudeva ufficialmente i battenti la terribile prigione federale di Alcatraz. Scopriamo la storia del carcere dove furono detenuti i più famosi criminali d’America.

Un luogo da cui era impossibile fuggire. Una delle prigioni più famose al mondo. È Alcatraz, che esattamente il 21 marzo 1963 chiudeva i battenti per sempre. In quella data si conlusero la vita e il mito della prigione che ha "ospitato" i più famosi criminali d’America. A distanza di 58 anni da quel giorno, ripercorriamo la storia del carcere che ha ispirato il celebre film "Fuga da Alcatraz" diretto da Don Siegel con gli straordinari Clint Eastwood, Patrick McGoohan e Roberts Blossom.

 

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LA STORIA DELLA PRIGIONE DI ALCATRAZ

 

Partiamo dal nome, Alcatraz, che si deve a Juan Manuel Diaz, cartografo spagnolo che durante la realizzazione della carta della Baia di San Francisco rinomina l’isola come “la isla de los Alcatraces”, vale a dire l’isola dei pellicani che erano soliti nidificare proprio qui.  E così l’isola viene conosciuta da tutti come “Alcatraz”, che sarebbe la versione inglese di “alcatraces”. Situata a più di 2 Km dalla costa tra le gelide acque dell’Oceano Pacifico, è originariamente messicana e viene acquistata dagli USA nel 1846 per 5mila dollari. Nel 1868, una volta terminata la guerra civile, Alcatraz inizia a ospitare i prigionieri di guerra. Smette di essere prigione militare nel 1933, mentre il 1° gennaio 1934 viene proclamata ufficialmente prigione federale di massima sicurezza. Ad Alcatraz vengono reclusi i più pericolosi e famosi criminali d’America (come il mafioso Al Capone) che hanno già tentato varie fughe nei precedenti penintenziari. Ad agosto del 1934 arrivano da altre prigioni 137 detenuti selezionati tra coloro che si sono dimostrati più indisciplinati e ingestibili. A controllarli ci sono 155 poliziotti. Nel penitenziario si contano in totale 348 celle, 36 di segregazione e 6 di isolamento. Sono larghe appena 4 metri, praticamente dei buchi. La qualità del cibo è invece superiore alla media delle carceri statunitensi, questo perché si vogliono evitare ribellioni e si fa quindi una piccola concessione per tenere a bada i detenuti. Che in caso di rivolte durante i pasti verrebbero uccisi da un gas letale pronto a essere sprigionato nella mensa

 

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Ma fuggire da Alcatraz era davvero impossibile? In 29 anni si contano 14 tentativi di evasione per opera di 36 prigionieri. Il primo in assoluto risale al 27 aprile 1936 e vede protagonista Joseph Bowers, che scavalca le recinzioni della prigione e viene ucciso dalle guardie a colpi di fucile. Va invece meglio, il 16 dicembre 1937, a Theodore Cole e Raph Roe che riescono a piegare le sbarre della finestra e a raggiungere il mare aiutati dalla nebbia. I due poi scompaiono a bordo di una zattera. Si pensa ragionevolmente che siano morti affogati. Celebre poi quella che è passata alla storia come la Battaglia di Alcatraz, un sanguinoso tentativo di fuga avvenuto il 2 maggio 1946 durante il quale perdono la vita due guardie e tre prigionieri. Ma ancor più famosa è “la grande fuga” di Frank Morris e dei fratelli Anglin che ha ispirato il film "Fuga da Alcatraz".  I tre (un quarto complice, Allen West, vedrà sfumare la sua fuga per colpa della stazza…) costruiscono una zattera e scavano un tunnel dalle loro celle servendosi di normali cucchiai. Nei letti lasciano dei pupazzi di cartapesta per guadagnare tempo e far credere alle guardie che siano ancora al letto. Anche loro, una volta raggiunta l’acqua, si dissolvono in mare. La prigione di Alcatraz chiude i battenti il 21 marzo 1963 per volere di Robert Kennedy, allora procuratore generale. Tra le motivazioni ci sono gli altissimi costi di gestione del penitenziario. Ma a distanza di anni dalla chiusura, il mito di Alcatraz e di chi ha provato a fuggire da quell’inferno è più vivo che mai. 

 

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