Anna Frank riceve un diario per il suo 13° compleanno: era il 12 giugno 1942

Esattamente 79 anni fa, in occasione del suo compleanno, Anna Frank riceveva dal padre un diario che diventerà uno degli strumenti più potenti della memoria di ciò che è stato l’Olocausto.

Un regalo di compleanno diventato memoria storica. Parliamo del diario ricevuto da Anna Frank il 12 giugno 1942 in occasione del suo compleanno. A donarglielo fu il padre quando nessuno immaginava gli orrori a cui l’umanità stava per andare incontro. 

 

ANNA FRANK RICEVE UN DIARIO PER IL SUO 13° COMPLEANNO: ERA IL 12 GIUGNO 1942

 

È la mattina di venerdì 12 giugno 1942 quando Anna Frank, una bambina nata a Francoforte nel 1929, si sveglia alle sei. È il suo 13esimo compleanno, freme e non vede l’ora di scartare i regali ma deve attendere. Già, perché alle sei non le è consentito alzarsi. Così aspetta che arrivino le 7 e poi corre in camera da pranzo dove trova il suo gatto Moortje. Poi raggiunge i genitori e inizia a scartare i regali che le hanno fatto trovare in salotto. Uno in particolare rapisce la sua attenzione, a farglielo è stato il papà. Si tratta di un quadernetto, un diario a cui Anna affiderà tutti i suoi pensieri, le sue paure, i suoi sogni. Un diario che diventerà il Diario e raccoglierà l’orrore dell’Olocausto e della Seconda Guerra Mondiale. Il 12 giugno Anna è ancora una bambina spensierata, felice, libera. Una ragazzina che può festeggiare con i suoi amici, può passare del tempo a dilettarsi con giochi da tavola e godersi pienamente la sua età. 

 

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Spero che ti potrò confidare tutto come non ho mai potuto fare con nessuno. E spero che sarai per me un gran sostegno”, scrive Anna nelle prime pagine. Ma ben presto quelle pagine diventano nere, cupe. Accolgono l’abisso. Anna, giovane ebrea tedesca, con lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale inizia una vita clandestina ed è costretta a diventare adulta troppo presto. Su quel diario continua a scrivere fino all’1 agosto 1944. “Io so precisamente come vorrei essere, come sono di dentro, ma ahimè, lo sono soltanto per me”, sono le sue ultime parole prima di essere arrestata il 4 agosto insieme a tutta la sua famiglia. Poi viene trasportata in treno ad Auschwitz, prima di essere trasferta al campo di concentramento di Bergen-Belsen insieme alla sorella Margot. Qui, ad appena 15 anni, muore la piccola Anna. Una bambina a cui è stata rubata l’infanzia e costretta a testimoniare l’orrore.

 

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