Attentati di Londra del 7 luglio 2005: cos'è successo quel giorno

Sono passati esattamente 16 anni dagli attentati nella metropolitana di Londra che provocarono la morte di 52 persone e il ferimento di oltre 700.

Gli attentati più sanguinosi verificatisi nel Regno Unito dalla strage di Lockerbie avvenuta nel dicembre 1988 e che provocò la morte di 259 persone. Parliamo degli attentati di Londra del 7 luglio 2005, quando durante l’ora di punta del trasporto pubblico morirono 52 persone e ne rimasero ferite oltre 700. Ricostruiamo quanto accaduto a distanza di esattamente 16 anni. 

 

ATTENTATI DI LONDRA DEL 7 LUGLIO 2005: LA STORIA

 

Sono le 8.50 del 7 luglio 2005, a Londra è mattina e la metropolitana è stracolma di persone che stanno raggiungendo il posto di lavoro. Improvvisamente l’inferno. In 50 secondi si verificano tre esplosioni all’interno di tre diversi convogli della metropolitana che sono in movimento nei pressi delle stazioni di Aldgate, King’s Cross ed Edgware Road. Le prime notizie che arrivano sono confuse: si parla di sei incidenti e di guasti alle linee elettriche. Ma la realtà è un’altra. Alle 9.47 c’è una quarta esplosione, stavolta a bordo di un autobus a due piani vicino a Tavistock square. Londra è sotto attacco e l’intero sistema della metropolitana viene chiuso. Intanto la National Grid, l’azienda che distribuisce elettricità nel Regno Unito, non segnala alcun problema sulle linee elettriche nella metropolitana di Londra.

 

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Sono le 10 quando arrivano conferme sui primi morti e feriti. Soltanto alle 11 la polizia inizia a parlare di attentati terroristici coordinati. Poi compare in TV l’allora Primo Ministro Tony Blair, che si trova in Scozia per una riunione del G8. Parla a braccio, è visibilmente emozionato e annuncia la sua partenza immediata per Londra. Solo il giorno seguente, l’8 luglio, il quadro di quanto successo è più chiaro. Londra è stata lo scenario di quattro esplosioni: tre nella metropolitana e una a bordo di un autobus. Le vittime sono 52 oltre ai quattro attentatori. Il bilancio più pesante si registra nel treno vicino alla stazione di King’s Cross, dove sono morte 26 persone. Le indagini stabiliscono che l’esplosivo sia stato fatto in un appartamento mediante l’utilizzo di una forma di perossido organico e sia stato nascosto dagli attentatori in alcuni zainetti. Uno degli attentatori, che si sono tutti fatti esplodere, aveva appena 18 anni. Erano tutti vicini all’estremismo islamico ed erano soliti frequentare imam con posizioni radicali. 

 

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