Attentato kamikaze al concerto di Ariana Grande: era il 22 maggio 2017

Sono passati 4 anni da quando un kamikaze si fece esplodere alla Manchester Arena provocando la morte di 22 persone e quasi mille feriti. Ripercorriamo quel tragico giorno.

Una strage. Era il 22 maggio 2017 quando al termine del concerto di Ariana Grande un kamikaze si fece esplodere alla Manchester Arena provocando la morte di 22 persone (tra cui molti bambini e ragazzi) e quasi mille feriti. Un attentato che venne immediatamente rivendicato dallo stato islamico con un comunicato diffuso dall'agenzia di propaganda Amaq. A distanza di esattamente quattro anni da quel tragico giorno, ripercorriamo quanto successo. 

 

ATTENTATO AL CONCERTO DI ARIANA GRANDE: ERA IL 22 MAGGIO 2017

 

NOVE: I TUOI PROGRAMMI PREFERITI SONO ON DEMAND SU DISCOVERY+ 

 

Sono le 22.30 inglesi (le 23.30 in Italia) del 22 maggio 2017. Alla Manchester Arena (con una capienza di oltre 21mila posti) il concerto di Ariana Grande è appena terminato tra l’euforia e la gioia di migliaia di giovanissimi fan. Improvvisamente si sente un forte boato, poi le urla e la disperazione. Salman Abedi, terrorista di 22 anni dell’Isis, si è appena fatto esplodere tra la folla che stava raggiungendo l’uscita del palazzetto. Muoiono 22 persone, tra cui ragazzi e bambini, e si contano quasi mille feriti. È l’attentato più sanguinoso della storia della Gran Bretagna dopo gli attacchi terroristici di Londra del 7 luglio 2005. In pochi minuti la polizia di Manchester conferma si tratti di un attentato suicida e che l’attentatore sia morto. Salman Abedi si è introdotto alla Manchester Arena con un ordigno artigianale imbottito di chiodi. L’attacco viene subito rivendicato dall’Isis con un comunicato diffuso dai suoi canali ufficiali. Cittadino britannico figlio di rifugiati libici, Salman Abedi è nato nel 1994 ed è il terzo di quattro figli. Insieme alla sua famiglia è emigrato nel Regno Unito per sfuggire al regime del colonnello Gheddafi. 

 

SOTTO ATTACCO: GUARDA ORA SU DISCOVERY+ 

 

Mesi prima dell’attentato ha preso contatti con alcuni membri di una brigata dell’Isis a Sabrata, li ha incontrati in Libia e ha ricevuto indicazioni su come costruire l’ordigno utilizzato alla Manchester Arena. Nei giorni successivi alla strage vengono arrestate altre 22 persone con l’accusa di essere coinvolte nell'attacco, ma poi vengono tutte rilasciate per mancanza di prove. Salman avrebbe quindi agito da solo spezzando vite giovanissime tra cui quella di Georgina Callander, una diciottenne britannica. La vittima più piccola è invece Saffie Rose Roussos, una bimba di otto anni andata al concerto con la madre e la sorella rimaste ferite. Inizialmente viene comunicato che i feriti siano circa 100, ma a un anno di distanza dal 22 maggio 2017 la polizia britannica fa sapere che il totale sia salito a 800. Nel conteggio vengono anche inserite persone che hanno riportato lesioni psichiche. “Distrutta. Dal profondo del mio cuore, sono così tanto dispiaciuta. Non ho parole", scrive su Twitter la notte stessa dell’attentato Ariana Grande. Che poche settimane dopo il terribile evento mette in piedi un concerto benefico, chiamato “One love Manchester”, grazie al quale vengono raccolte 2 milioni di sterline da destinare alle famiglie delle vittime. A un anno dall’attentato vengono organizzate tantissime iniziative in memoria delle vittime. È inevitabile. Una ferita del genere non si rimarginerà mai più.

 

ATTIVA DISCOVERY+

 

***  

Scopri discovery+, il servizio a pagamento che ti permette di guardare il meglio dei contenuti Discovery, in esclusiva e in anticipo rispetto alla TV. Con discovery+ avrai l’intero catalogo senza pubblicità, e potrai guardare i tuoi programmi preferiti dove vuoi e quando vuoi. Provalo subito!

Lady Gucci: la storia di Patrizia Reggiani. Guarda le clip

I più visti su NOVE Discovery+