Attentato di Oklahoma City: era il 19 aprile 1995

Sono passati esattamente 26 anni da quando Timothy McVeigh e Terry Nichols fecero saltare in aria un edificio federale, provocando la morte di 168 persone. Ricostruiamo quanto successo.

Il più sanguinoso attentato terroristico nella storia degli Stati Uniti prima dell'11 settembre 2001. Era il 19 aprile 1995 quando l'edificio federale Alfred P. Murrah, situato nel centro di Oklahoma City, venne fatto saltare in aria da Timothy McVeigh, veterano della guerra del Golfo, e Terry Nichols, che volevano colpire il governo americano. Morirono 168 persone, tra cui 19 bambini, e ne rimasero ferite quasi 700. Ricostruiamo quanto successo a distanza di esattamente 26 anni da quel terribile giorno. 

 

L'ATTENTATO DI OKLAHOMA CITY

 

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È il 19 aprile 1995, sono da poco passate le 9 di mattina quando un furgone carico di oltre 2mila kg di esplosivo salta in aria nelle vicinanze dell’Alfred P. Murrah Federal Building, nel centro di Oklahoma City, che in quel momento accoglie 646 persone. È un'esplosione impressionante, terrificante. Vengono danneggiati centinaia di edifici nel raggio di sedici isolati. Perdono la vita 168 persone tra cui 19 bambini che stavano giocando nell'America’s Kids Day Care Center. I feriti sono quasi 700. Sono 99 le vittime che lavoravano per il governo degli Stati Uniti. Mentre un intero Paese è sotto choc, la polizia si mette subito alla ricerca dei colpevoli. Appena un'ora dopo l'attentato viene arrestato un uomo di nome Timothy McVeigh che sta guidando una vettura senza targa ed è illegalmente in possesso di un'arma da fuoco. Poco dopo finisce in manette anche Terry Nichols. Sono loro due, Timothy McVeigh e Terry Nichols, gli autori del più grave attentato terroristico commesso fino a quel momento sul territorio statunitense

 

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McVeigh aveva raggiunto Oklahoma City a bordo di un furgone la mattina stessa dell'attentato, aveva parcheggiato il mezzo con l'ordigno davanti all’edificio e poi si era allontanato a bordo di un’altra macchina parcheggiata lì vicino giorni prima. La preparazione della bomba era iniziata un anno prima, nell'estate del 1994. McVeigh e Nichols si erano serviti di 108 sacchetti di nitrato di ammonio da 23 chili ciascuno, tre stagne di nitrometano da 210 litri ciascuna, diverse cassette di Tovex e diciassette sacchi di ANFO. Il 17 aprile del 1915 avevano noleggiato un furgone caricandolo di quella miscela letale e poi avevano perfezionato il sistema di detonazione. Un piano curato nei minimi dettagli

 

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I due si erano conosciuti a Fort Benning, in Alabama, impegnati entrambi nel periodo di addestramento militare. L'idea dell'attentato e della vendetta contro il governo americano era nata dal caso di Randy Weaver e dall'assedio di Waco, episodio che aveva portato alla morte 82 persone barricate in un ranch texano. Non a caso l'attentato viene compiuto il 19 aprile, anniversario dell’assedio di Waco. Nei mesi successivi verranno interrogate oltre 28mila persone e sarà raccolto un numero smisurato di prove. Nel 1997 arriverà la condanna di McVeigh e Nichols, con il primo condannato a morte - e ucciso con un’iniezione letale l’11 giugno 2001 - e Nichols all’ergastolo. Ma non sono gli unici condannati. Vengono infatti processati perché accusati di conoscere il piano anche i coniugi Michael e Lori Fornier. Michael viene condannato a 12 anni, alla moglie viene invece garantita l’immunità in cambio della sua testimonianza. 

 

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