Benedetto XVI, il 16 aprile 1927 nasceva il Papa della rinuncia

Novantaquattro anni fa nasceva Papa Benedetto XVI, colui che l'11 febbraio 2013 ha rinunciato al proprio ruolo. Ripercorriamo la storia del pontefice tedesco.

Dopo aver ripetutamente esaminato la mia coscienza davanti a Dio, sono pervenuto alla certezza che le mie forze, per l’età avanzata, non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino”. Parole ormai celebri pronunciate lunedì l'11 febbraio 2013, un giorno storico per la Chiesa. Il giorno in cui l’allora Papa Benedetto XVI, posto davanti alle numerose sfide del proprio pontificato, reagì con un'umiltà fuori dal comune rinunciando al proprio ruolo. Una scelta, quella del pontefice tedesco, senza precedenti e che lasciò tutti a bocca aperta. In occasione del suo 94esimo compleanno, ripercorriamo la storia di Joseph Aloisius Ratzinger grazie al documentario disponibile su discovery+

 

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Tutti lo conoscono, tutti lo stimano. Per questo i voti della maggioranza qualificata, il 19 aprile 2005, confluiscono su di lui. Eppure lui in persona non credeva che sarebbe stato eletto Papa. Anzi, era convinto di procedere spedito verso una serena vecchiaia dedita allo studio. Joseph Aloisius Ratzinger, 265° Papa della Chiesa cattolica e vescovo di Roma, nasce il 16 aprile 1927 a Marktl, in Germania. Il papà è un gendarme, un commissario di polizia, la sua è una famiglia di antichi coltivatori bavaresi. Fin da bambino è fiero di appartenere a una comunità nella quale vive col sorriso. Ha un amore sconfinato per il creato che coltiva con delle lunghissime passeggiate nei verdi boschi della Baviera. Ama quella natura che da grande lo aiuterà a riposare, a riflettere. Il bambino Ratzinger cresce con i due fratelli: il fratello maggiore Georg e la sorella maggiore Maria. Nel 1939, a 12 anni, si trasferisce con la famiglia a Traunstein dove si iscriverà al seminario minore. Vive qui la maggior parte della sua gioventù, in questa piccola città vicino alla frontiera austriaca, in un’atmosfera mozartiana in cui riceve la sua formazione culturale, umana e cristiana. 

 

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Appena possono, lui e il fratello maggiore - futuro musicista - vanno a Salisburgo per i celebri concerti mozartiani. Per Ratzinger la musica rappresenta qualcosa di straordinario a cui si accosta grazie ai canti dei cori. Sono questi anche gli anni offuscati dal nazismo. Ratzinger non è portato per la lotta e le azioni belliche, e non lo nasconde a nessuno. Durante la guerra però non viene risparmiato neanche lui, arruolato come ausiliario nella contraerea tedesca. Esposto in prima linea, dipende da fanatici nazisti e per lui sono mesi duri, durissimi. E mentre è lì, arrivano gli alleati che fanno prigioniero chiunque indossi una divisa, compreso colui che diventerà pontefice. Proprio in questa opposizione tra due mondi inconciliabili presenti nella sua giovane vita, Raztinger matura l’impegno di vivere con Dio. Nel 2006 farà un viaggio in Polonia, ad Auschwitz, per chiedere scusa a nome dei tedeschi e della cattolicità. Andrà in un luogo in cui ci si interroga sulla presenza del male nel mondo, su cosa sia in grado di fare un uomo a un altro uomo. Un gesto di straordinaria umanità. Proprio come quello che farà l'11 febbraio 2013. Ma ripercorriamo interamente la storia di Joseph Aloisius Ratzinger grazie al documentario disponibile su discovery+.

 

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