Chernobyl, il 26 aprile 1986 il tragico incidente nucleare: guarda lo speciale su discovery+

A distanza di esattamente 35 anni dal disastro nucleare di Chernobyl, scopriamo i meandri segreti e mai visti in televisione della centrale nucleare grazie allo speciale "Chernobyl - Viaggio nella catastrofe".

Il disastro di Chernobyl. Tutti ne parlano, ma cosa è successo davvero a Chernobyl? Quali sono le verità che le serie TV e la fiction non raccontano? Miti e leggende si mischiano nel racconto di un fatto di cronaca riconosciuto come il più grande fallimento della centrale nucleare avvenuto nella storia, con 116 mila persone evacuate e più di 300 mila persone coinvolte per rimediare agli effetti del disastro. A distanza di esattamente 35 anni da quel tragico 26 aprile 1986, scopriamo i meandri segreti e mai visti in televisione della centrale nucleare grazie allo speciale "Chernobyl - Viaggio nella catastrofe" disponibile su discovery+. 

 

CHERNOBYL - VIAGGIO NELLA CATASTROFE: GUARDA LO SPECIALE SU DISCOVERY+ 

 

Quando il reattore nucleare numero 4 della centrale di Chernobyl esplode la notte del 26 aprile 1986, tutto cambia irrimediabilmente. Per moltissime persone quel disastro rappresenta un punto di non ritorno. Immediatamente dopo la tragedia, scoppia un incendio che dura dieci giorni e rilascia una contaminazione radioattiva 400 volte superiore a quella della bomba atomica che il 6 agosto 1945 ha distrutto Hiroshima. L’intera popolazione civile della città e dei villaggi circostanti viene evacuata e sarà poi invitata a non tornare più a casa. Oggi nella cosiddetta “zona di alienazione”, che si estende su un’area di più di 1600 km2 (più grande del Lussemburgo), si accede solo grazie a un permesso speciale del governo ucraino. Pripyat, un tempo ricca di vita, è una città fantasma dove la vegetazione ormai regna incontrastata. Pripyat era ancora in costruzione quando i suoi 48mila residenti sono andati via. Era stata progettata come città socialista modello, utopia sovietica. Non era affatto un piccolo paese, era una vera metropoli con cinque scuole secondarie, due stadi e un Palazzo della Cultura. Ora tutto è in rovina ed eroso dalla natura. Chiunque oggi metta piede a Pripyat, ha l’impressione di tornare indietro nel tempo. E la grande ironia è che a Pripyat, prima di quel fatidico 26 aprile 1986, tutti si stavano preparando a una catastrofe naturale che sarebbe però dovuta arrivare dall’altra parte dell’Atlantico sotto forma di una bomba, non dalla propria centrale nucleare. 

 

LA VITA DOPO CHERNOBYL: GUARDA LO SPECIALE SU DISCOVERY+ 

 

Iconico e struggente. Appare così oggi un lunapark mai entrato in funzione in quel di Pripyat, che a detta di tutti era una città felice e fiorente, ricca delle speranze e dei sogni di una popolazione giovanissima. Costruita a 3 km dalla centrale nucleare di Chernobyl, aveva un’età media di 26 anni. Le strutture erano all’avanguardia, degne di rivaleggiare con quelle occidentali. Nel 1986 qui c’era il massimo della modernità dell’Unione Sovietica. La cosa inaudita è che Pripyat era un modello, un riferimento. Un termine di paragona esiste nel Regno Unito, dove Milton Keynes (fondata il 23 gennaio del 1967 come "New Town”) è stata costruita con un chiaro obiettivo e i suoi standard di vita erano di gran lunga tra i migliori del Paese. Pripyat avrebbe sicuramente vissuto anni radiosi e felici, ma l’esplosione del reattore 4 della centrale nucleare di Chernobyl ha interrotto bruscamente la sua storia. Quando alle prime luci dell’alba del 26 aprile 1986 i cittadini si svegliano, la zona è già interamente avvolta da livelli tossici di radiazioni. Eppure non ci sono avvertimenti e tutti continuano incredibilmente la loro vita di sempre. È un normalissimo e tiepidissimo giorno di primavera, c’è chi va a lavoro e chi va a scuola. Nulla lascia presupporre che a 3 km di distanza stia avvenendo una catastrofe che poi colpirà il mondo intero. Ripercorriamo interamente quanto successo grazie allo speciale disponibile su discovery+ dal tiolo "Chernobyl - Viaggio nella catastrofe".

 

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