Il delitto di Avetrana: era il 26 agosto 2010

Sono passati undici anni dall'omicidio della 15enne Sarah Scazzi commesso il 26 agosto 2010 ad Avetrana in provincia di Taranto. Ricostruiamo tutta la vicenda grazie allo speciale "Tutta la verità" disponibile su discovery+.

È il 26 agosto 2010 e siamo ad Avetrana, piccolo comune italiano di 6mila abitanti della provincia di Taranto, in Puglia. È qui che scompare Sarah Scazzi, una 15enne del posto che non si è mai allontanata da casa. Chi la conosce la descrive come una ragazza tranquilla che poche ore prima di sparire stava raggiungendo il mare. Il 30 settembre la madre di Sarah, Concetta Serrano, ricostruisce le ore precedenti alla scomparsa della figlia. 

 

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Sarah stava andando da Sabrina, la cugina, prima di andare insieme in spiaggia. Ma a casa di Sabrina non arriverà mai, almeno stando alle parole della cugina. Che appare preoccupata e racconta lo scambio di messaggi avuto con Sarah in quel 26 agosto. Sabrina e Sarah sono più che cugine, quasi delle sorelle. Sabrina è più grande e si comporta da sorella maggiore, è estremamente protettiva nei confronti di Sarah. Quindici giorni dopo la scomparsa, il 9 settembre, le speranze di ritrovare Sarah sono sempre meno. Si fanno tante, tantissime ipotesi. Gli amici sfilano per le vie di Avetrana per far sì che i riflettori restino puntati sulla vicenda. La mamma crede che la figlia sia stata rapita e fa un appello ai sequestratori. Vengono poi accusati da una donna alcuni operai che stanno facendo lavori di ristrutturazione in una scuola. E arriviamo al 15 settembre, 21 giorni dopo la scomparsa. 

 

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Sulle tracce di Sarah ci sono centinaia di persone, le ricerche sono intense. Ma il territorio è immenso, vastissimo. Ci sono decine di casolari abbandonati e un’infinità di pozzi artesiani. Nulla da fare, di Sarah non c’è traccia neanche nelle acque del mare salentino. E intanto si viene a sapere che Sabrina e Sarah si erano recentemente invaghite dello stesso ragazzo, Ivano Russo, per cui in particolare Sabrina aveva sviluppato una vera e propria ossessione. È il 29 settembre, sono passati 35 giorni dalla scomparsa di Sarah. La madre Concetta va a Taranto, in Procura, per fare il punto della situazione con gli inquirenti. Ci sarebbe dovuta essere anche Sabrina, che però ha la febbre ed è rimasta a casa. Poi d'un tratto emerge la figura di Michele Misseri, padre di Sabrina. È proprio lui infatti a trovare il cellulare di Sarah. E immediatamente i sospetti si concentrano su di lui. Una settimana dopo, il 16 ottobre, proprio Michele Misseri, lo zio di Sarah, si dichiara colpevole dell’omicidio della nipote alla fine di un interrogatorio durato circa nove ore. Ma la verità è un’altra ed emergerà solo nei giorni seguenti. Ricostruiamo tutta la vicenda grazie allo speciale disponibile su discovery+.

 

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