Il delitto di Garlasco: era il 13 agosto 2007

A 14 anni di distanza dall’omicidio di Chiara Poggi, ripercorriamo in un documentario gli eventi tragici e soprattutto la cronologia delle indagini e dei procedimenti penali.

Quattordici anni. Tanti ne sono passati dal delitto di Garlasco avvenuto il 13 agosto 2007. Ricostruiamo quanto successo grazie al documentario dedicato all’omicidio di Chiara Poggi per cui sta scontando una pena definitiva di 16 anni Alberto Stasi. Uno speciale - disponibile su discovery+ - che ripercorre gli eventi tragici e soprattutto la cronologia delle indagini e dei procedimenti penali, con l’obiettivo di raccontare tutte le fasi di una delle vicende più articolate degli ultimi anni. 

 

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È il 13 agosto 2007 e siamo a Garlasco, piccolo comune italiano della provincia di Pavia. È un torrido pomeriggio d’estate quando arriva la notizia di un omicidio. È morta una ragazza, Chiara Poggi, ventiseienne nata a Vigevano nel 1981 e laureata in economia. A dare l’allarme è stato il fidanzato Alberto Stasi, studente di due anni più giovane di lei che viene immediatamente portato in caserma dai Carabinieri per un interrogatorio fiume. Uno degli angoli più tranquilli e silenti del pavese si è così improvvisamente trasformato in una scena del crimine. La porta della casa di Chiara Poggi non è stata scassinata, ma all’interno sono ben visibili i segni di una violentissima colluttazione. Garlasco è sconvolta e non potrebbe essere altrimenti. Tra i primi ad arrivare sul posto c’è Francesco Marchetto, allora comandante dei Carabinieri di Garlasco. C’è sangue ovunque, sul pavimento e sulle pareti. Chiara ha il cranio fracassato, è stata picchiata, trascinata sul pavimento e picchiata ancora. 

 

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Ma cos’è successo in quell’appartamento? Le indagini interessano a 360° la vita di Chiara: parenti, amici, conoscenti. Il quadro familiare di Chiara era assolutamente armonico, equilibrato. Prima di essere brutalmente aggredita, Chiara Poggi si era svegliata da poco e indossava ancora il pigiama. Una delle prime ipotesi investigative è che Chiara conoscesse il suo assassino e sia stata proprio lei ad aprirgli la porta. Non si sarebbe quindi trattato di una rapina né di un furto generato in omicidio. I genitori di Chiara erano in ferie, il fidanzato Alberto era invece presente ed è stato proprio lui a trovare il corpo esanime della ragazza. Inevitabilmente c’è subito un focus investigativo su di lui e nel pomeriggio stesso dell’omicidio viene sottoposto a un serratissimo interrogatorio di oltre 15 ore. Alberto racconta di aver lavorato per tutta la mattina alla tesi di laurea e aver provato invano a chiamare Chiara sia sul cellulare sia sul fisso. Non avendo ottenuto risposta, sarebbe andato di persona da lei, avrebbe scavalcato il cancello e trovato la porta aperta. A quel punto avrebbe ritrovato il cadavere della fidanzata. Ma com'è andata realmente? Ricostruiamo nei dettagli questa vicenda grazie al documentario disponibile su discovery+.  

 

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