Il disastro di Fukushima: era l'11 marzo 2011

L'11 marzo 2011 uno tsunami colpisce la centrale nucleare di Fukushima causando uno dei più grandi disastri nel 21° secolo. Ricostruiamo quanto accaduto grazie allo speciale disponibile su discovery+.

Lo tsunami e la tragedia nucleare: quello che il mondo ricorda come il disastro di Fukushima dell'11 marzo 2011. A distanza di esattamente 10 anni anni, ricostruiamo quanto accaduto grazie al documentario disponibile su discovery+ in cui si indaga su questo evento tragico e sul perché la protezione multi-livello non abbia funzionato. Scopriremo anche come appaiono oggi le aree adiacenti alla centrale e se è possibile che la vita torni presto normale a Fukushima.

 

IL DISASTRO DI FUKUSHIMA: GUARDA IL DOCUMENTARIO SU DISCOVERY+ 

 

Cosa resta di una catastrofe che ha fatto tremare il mondo? Le conseguenze del disastro non sono mai state realmente approfondite e gli eventi del marzo 2011 sembrano già appartenere a un’altra epoca. Ma la situazione è davvero sotto controllo? Tutto sta tornando alla normalità? Pensando al disastro di Fukushima è inevitabile fare un collegamento con quanto successo a Chernobyl il 26 aprile 1986, quando un incidente presso la centrale nucleare situata nell’allora Repubblica Socialista Sovietica Ucraina provocò un disastro senza precedenti. I due eventi presentano ovviamente grandi differenze, non solo per le proporzioni ma anche per le cause e la risposta delle autorità. Il passato ci mette però in guardia sui possibili effetti. La prefettura di Fukushima si trova a circa 250 km da Tokyo. Qui si trova anche la piccola città di Tomioka, duramente colpita dal terremoto, dallo tsunami e infine dalle radiazioni. In diverse zone tutto è tornato alla normalità, hanno riaperto negozi, ristoranti e stazioni di servizio. C’è persino una scuola dove vanno 18 bambini, ma le autorità stanno lavorando duramente per far sì che tutti i residenti tornino nelle loro vecchie case. Ne arriveranno di nuovi - o almeno questa è la speranza - attratti dalle grandi opportunità di lavoro. Sempre che accettino di vivere all’ombra di una centrale nucleare. 

 

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Tanti posti ricordano però ancora quanto successo nel marzo 2011. Tomioka è una delle 13 città nel raggio di 30 km dall’epicentro della tragedia. In linea d’aria dista 8 km dalla centrale, ma non è giudicata a grave rischio di contaminazione. Il grosso della nube radioattiva si è spostato verso nord-ovest, sfiorando soltanto la periferia. La città ha però profondamente risentito del terremoto e dello tsunami, che qui ha raggiunto l'apice con onde alte più di 18 metri. La situazione è apparentemente tornata alla normalità, ma basta dare uno sguardo ai numeri per capire quanto gli effetti del disastro si facciano sentire. Tomioka è stata parzialmente riaperta solo da qualche mese e ha un quinto dei residenti che aveva nel 2011. In gran parte sono operai che stanno lavorando alla ricostruzione. Ancora oggi ci sono interi quartieri chiusi e inaccessibili. E Tomioka è solo una delle zone intorno alla centrale di Fukushima visitabile da cronici e curiosi. Già, perché in molti casi è ancora necessario chiedere il nullaosta delle autorità locali che sono sempre riluttanti a concederlo. Si tratta di luoghi inaccessibili e strettamente sorvegliate. E la visita in una zona rossa, anche per chi è autorizzato, avviene sotto costante controllo. Scopri cosa c'è in queste aree guardando su discovery+ il documentario "Il disastro di Fukushima"

 

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