Friday For Future: il 15 marzo 2019 migliaia di studenti scendevano in piazza per il pianeta

Due anni fa migliaia di studenti in tutto il mondo organizzavano un mega flash mob per richiamare l'attenzione sulla lotta al cambiamento climatico. Simbolo di questo movimento è Greta Thunberg.

Fridays For Future, venerdì per il futuro. Un movimento giovanile che il 15 marzo 2019 ha forse raggiunto il suo apice. Sì, perché esattamente due anni fa migliaia di studenti scendevano in piazza in ogni parte del mondo per uno scopo ben preciso: richiamare l’attenzione sul riscaldamento globale e sul cambiamento climatico. Simbolo di questo gigantesco sciopero scolastico è Greta Thunberg, un'attivista svedese classe 2003 che si batte senza sosta per lo sviluppo sostenibile e contro il cambiamento climatico. Celebre il suo cartello con cui si è presentata a ogni manifestazione, quel “Skolstrejk för klimatet” che in svedese vuol dire “Sciopero scolastico per il clima”. Così come ha fatto il giro del mondo quel “How dare you” (“Come osate”) pronunciato nell’agosto 2018 durante il vertice delle Nazioni Unite sul clima. 

 

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LA STORIA DEL MOVIMENTO FRIDAYS FOR FUTURE

 

La storia del movimento Fridays For Future ha inizio il 30 novembre 2015, quando in occasione del primo giorno della Conferenza sul clima dell’UNFCC (Convenzione delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici) alcuni studenti indipendenti lanciano un appello a tutti i loro colleghi: “Scioperiamo per il clima”. Un appello che raccoglie consensi e che porta più di 50mila ragazzi nelle strade con tre richieste precise: il 100% di energia pulita, l’utilizzo di fonti rinnovabili e aiuti ai rifugiati e migranti climatici. Nel 2018 emerge prepotentemente la figura di Greta Thunberg, che trascorre il mese di agosto seduta fuori dal Riksdag, il Parlamento nazionale del Regno di Svezia, con il cartello "Skolstrejk för klimatet”. Una decisione, la sua, maturata dopo che diversi incendi avevano devastato la Svezia e a seguito delle anomale ondate di calore che stavano imperversando nel Pese. L’obiettivo di Greta Thunberg è fin da subito quello di chiedere al governo svedese di ridurre le emissioni di anidride carbonica rispettando l'Accordo di Parigi. Successivamente inizia a manifestare ogni venerdì di settembre promuovendo lo slogan Fridays For Future che avrebbe fatto il giro del mondo in pochi giorni. 

 

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Sulle orme di Greta Thunberg, nel novembre 2018, gli studenti di tutta l’Australia si mobilitano per la lotta contro i cambiamenti climatici, spinti ulteriormente dalle parole del Primo Ministro Scott Morrison che aveva preteso dai ragazzi "più apprendimento nelle scuole e meno attivismo”. Ma non solo in Australia. Massicci scioperi studenteschi vanno in scena anche in tutta Europa fino ad arrivare al 15 marzo 2019, giorno di una enorme manifestazione pacifica con più di un milione di giovani che riempiono piazze e strade per smuovere i governi e la loro indifferenza circa la crisi climatica. L’Italia è uno dei tre paesi con la maggior partecipazione, a testimonianza di quanto le nuove generazioni siano interessate a lottare per il loro futuro. Nel 2020 lo sciopero si svolge in primavera, ma causa Coronavirus viene organizzato in modalità online con il nome di "Digital Strike”. Certo, non avrà avuto lo stesso impatto di quelli precedenti, ma è un segnale di continuità impossibile da ignorare.

 

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