La mafia uccide il generale Dalla Chiesa: era il 3 settembre 1982

Sono passati esattamente 39 anni dal giorno in cui il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa veniva ucciso a colpi di kalashnikov insieme alla moglie Emanuela Setti Carraro e all'agente di scorta Domenico Russo.

Un uomo dello Stato. Un simbolo di legalità. Il 3 settembre 1982 la mafia uccideva a colpi di kalashnikov il Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa. Nell’attentato morivano anche la giovane moglie Emanuela Setti Carraro e l'agente di scorta Domenico Russo. Nei pressi della sparatoria, su un muro sporco di sangue, un cittadino scrisse: “Qui è morta la speranza dei palermitani onesti". Ricostruiamo quanto successo a distanza di esattamente 39 anni. 

 

LA MAFIA UCCIDE IL GENERALE DALLA CHIESA: ERA IL 3 SETTEMBRE 1982

 

Nato a Saluzzo (Cuneo) il 27 settembre del 1920, il padre di Carlo Alberto Dalla Chiesa è anch’esso un carabiniere, un vicecomandante generale dell'Arma. Il figlio Carlo Alberto segue le sue orme e indossa la divisa dei Carabinieri, iniziando a lavorare in Campania alla ricerca del bandito La Marca. Nel 1968, nei giorni successivi al terremoto del Belice, ricopre un ruolo fondamentale nell’organizzazione dei soccorsi visto che non esisteva ancora la Protezione Civile. Negli anni ’70 Dalla Chiesa sbarca in Sicilia per indagare sulla scomparsa del giornalista Mauro de Mauro e sulla morte del procuratore Pietro Scaglione. Viene stilato un rapporto contenente 114 nomi tra vecchi e nuovi capimafia tra cui Frank Coppola e Tommaso Buscetta. Nomi che purtroppo ricorreranno con frequenza negli anni seguenti. 

 

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È il 1973 quando Dalla Chiesa viene nominato generale e posto alla guida della divisione Pastrengo a Milano per fronteggiare le Brigate Rosse. Grazie al suo lavoro vengono arrestati Renato Curcio e Alberto Franceschini. Otto anni più tardi, nel 1981, viene nominato vicecomandante dell'Arma, mentre il 2 maggio 1982 diviene Prefetto di Palermo. Proprio a Palermo si interrompe bruscamente la sua vita. Esattamente cento giorni dopo il suo arrivo in Sicilia, alle 21.15 del 3 settembre 1982, il Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa esce dalla Prefettura di Palermo e sale a bordo della sua A112 bianca insieme alla moglie. Ad affiancarlo un commando a bordo di un'auto e una moto. Improvvisamente una raffica di Kalashnikov investe le vetture e per il Generale e la moglie non c’è via di scampo. Perde la vita anche l'agente di scorta Domenico Russo che aveva il compito di seguire il Prefetto. Per questo vile attentato verranno condannati all'ergastolo come mandanti i boss Totò Riina, Bernardo Provenzano, Michele Greco, Pippo Calò, Bernardo Brusca e Nenè Gerac. In primo grado saranno invece condannati come esecutori materiali Vincenzo Galatolo, Antonino Madonia, Francesco Paolo Anzelmo e Calogero Ganci.

 

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