Pietro Maso e l'omicidio dei genitori: era il 17 aprile 1991

Sono passati esattamente 30 anni da uno dei casi di cronaca nera italiani più famosi degli anni Novanta. Ricostruiamo quanto successo grazie allo speciale "Pietro Maso: io ho ucciso".

"Volevo stupire a tutti i costi perché l’attenzione, soprattutto da parte delle ragazze, era piacevole. Ero schiavo di questa ricerca.... E allora ho pensato di fare una cosa che gli altri non avrebbero mai potuto fare, uccidere i miei genitori". È Pietro Maso a parlare, un criminale italiano protagonista di una delle pagine di cronaca nera italiana più note di sempre. Aiutato da tre amici, il il 17 aprile 1991, Maso uccide entrambi i suoi genitori, Antonio Maso e Mariarosa Tessari, per appropriarsi della sua parte di eredità. Ripercorriamo nel dettaglio quanto successo quel giorno grazie allo speciale Pietro Maso: io ho ucciso: due ore di intervista esclusiva e senza filtri al protagonista di una vicenda che ha gettato l’Italia nell’orrore. 

 

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È la notte tra il 17 aprile e il 18 aprile 1991. Insieme ad alcuni suoi amici, Maso uccide i due genitori. Dopo la strage, per crearsi un alibi, si reca in discoteca. Chiunque sia nato prima degli anni ’80 certamente ricorda il brutale assassinio per soldi commesso freddamente nella operosa e benestante provincia veneta di Montecchia di Crosara. Quel delitto viene interpretato come una spia dello spirito dei tempi: per puro edonismo un ragazzo uccide i genitori. La ricca provincia mostra il suo lato più feroce. La psicologia di Maso e dei suoi amici diviene oggetto di dibattito. L’infanzia, la giovinezza, l’importanza degli abiti e dei soldi, il massacro, il carcere, e tutte le vite di Pietro Maso. Raccontate da lui, in prima persona. Questo è il documentario Pietro Maso: io ho ucciso disponibile su discovery+

 

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Perché raccontare oggi la storia di Pietro Maso? Perché oggi Maso è un uomo libero che ha pagato il suo debito con la giustizia e ha accettato di raccontarsi di fronte alle telecamere. Ascoltando dalla sua voce i fatti, i suoi ricordi e le sue emozioni, si indaga su quanto può accadere nella testa di un uomo, di un ragazzo, di un figlio, che compie un atto così estremo. Il documentario apre uno squarcio sulla superficie luccicante degli anni ’80 e si avvale tra gli altri del contributo della giornalista Raffaella Regoli, autrice de Il male ero io (2013), l’unica biografia autorizzata di Pietro Maso, della psicologa Vera Slepoj, del giornalista Gian Antonio Stella. Un approccio unico a un fatto di cronaca epocale. Non perderti il documentario Pietro Maso: io ho ucciso disponibile su discovery+.

 

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