La Porta di Brandeburgo riapre dopo quasi 30 anni: era il 22 dicembre 1989

Trentuno anni fa la Germania Est e la Germania Ovest tornavano ad "abbracciarsi" con la riapertura della Porta di Brandeburgo. Guarda su discovery+ lo speciale sulla caduta del Muro di Berlino.

Il 22 dicembre 1989 viene riaperta la Brandenburger Tor, la Porta di Brandeburgo, dopo quasi 30 anni. E così quella che nel 1961 era diventata il simbolo della divisione della Germania e "l'argine di difesa antifascista", cambia improvvisamente significato in seguito alla caduta del Muro di Berlino che separava Berlino Est da Berlino Ovest. A distanza di 31 anni da quel giorno storico, guarda su discovery+  il documentario sulla caduta del Muro di Berlino in cui vengono ripercorse le tappe che hanno portato alla fine del comunismo in Europa.

 

LA CADUTA DEL MURO DI BERLINO: GUARDA IL DOCUMENTARIO SU DISCOVERY+ 

 

Ma quando viene costruita la Porta di Brandeburgo, il monumento simbolo di Berlino e dell'unità tedesca? A commissionare la sua costruzione - durata dal 1788 al 1791 - è il re Federico Guglielmo II desideroso di abbellire la via che portava al Palazzo Reale. L'architetto Carl Gotthard Langhans progetta questa elegante costruzione ispirandosi ai propilei dell'Acropoli di Atene, una scelta perfettamente in linea con i gusti di quell'epoca che spesso si rifaceva alle antichità greche. La quadriga sulla cima della Porta di Brandeburgo è invece opera dello scultore berlinese Johann Gottfried Schadow. Sul carro svetta Nike, la dea della Vittoria che non è rimasta sempre a Berlino. Già, proprio così. Quando nel 1806 Napoleone conquista la Prussia, sfila in trionfo sotto la Porta di Brandeburgo e fa portare la scultura a Parigi come fosse un trofeo. Ma terminato il dominio francese, i prussiani si riappropriano della scultura che nel 1814 torna al suo posto. Da quel momento la conduttrice del carro alato impersonifica la dea della Vittoria e il luogo su cui sorge la Porta di Brandeburgo viene denominato Piazza Parigi in ricordo della vittoria sulla Francia. Questo è solo il primo di una lunghissima serie di avvenimenti politici e sociali che hanno come sfondo la creazione dell'architetto Carl Gotthard Langhans.

 

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Guglielmo I entra da imperatore a Berlino dopo la guerra franco-prussianna del 1871. E ancora. Durante la rivoluzione di novembre del 1918, soldati e marinai ribelli attraversano la porta centrale riservata fino a quel momento esclusivamente alla famiglia reale. Altro momento cruciale è nel gennaio del 1933, quando le SA organizzano una fiaccolata per festeggiare la nomina di Adolf Hitler come Cancelliere del Reich. Nel maggio del 1945 la piazza viene ridotta a un cumulo di macerie durante l'offensiva sovietica che fa capitolare i tedeschi. E quando Berlino, al termine del secondo conflitto mondiale, viene divisa in quattro settori, il confine ideologico si sposta direttamente dietro alla Porta di Brandeburgo. La Piazza di Parigi entra invece a far parte della zona di occupazione sovietica e - in seguito alla proclamazione della Germania Est nel 1949 - della capitale della Repubblica Democratica tedesca. Arriviamo poi alla costruzione del Muro di Berlino, con la Porta di Brandeburgo che improvvisamente non è più liberamente accessibile. Nel 1989, una volta abbattuto il Muro, qui si radunano migliaia di persone che festeggiano la fine della divisione della Germania e così la Porta di Brandeburgo diventa simbolo della riunficazione. Per non alterare l'impatto della Porta sul resto del paesaggio, il Senato di Berlino ha emenato direttive rigidissime relative alla costruzione dei nuovi edifici. È nata così la nuova Piazza Parigi che è tra le più belle e affascinanti attrazioni di Berlino. 

 

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