La storia di Joseph Dominick Pistone, alias Donnie Brasco

Il 17 settembre 1939 nasceva l'ex agente dell'FBI: in occasione del suo compleanno raccontiamo la sua storia grazie alla puntata di King of Crime in cui viene intervistato da Roberto Saviano.

Joe Pistone, un agente federale che ha inflitto uno dei colpi più duri alla mafia italoamericana. Donnie Brasco, un criminale che per anni è stato al fianco dei boss più potenti di Cosa Nostra a New York. Ma Donnie Brasco e Joe Pistone sono la stessa persona e questa è la storia della più clamorosa operazione sotto copertura delle forze dell’ordine americane nel sistema mafioso. Ve la raccontiamo in occasione dell’82esimo compleanno di Joe Pistone, nato il 17 settembre 1939 a Erie, in Pennsylvania. Lo facciamo grazie all'intervista di Roberto Saviano nella puntata di Kings of Crime dedicata proprio all'ex agente dell'FBI. Guardala ora su discovery+! 

 

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La missione di Joe Pistone era quella di avvicinare membri della mafia, carpirne la fiducia, scoprirne i traffici e poi farne arrestare il più possibile. Doveva essere un’operazione di pochi mesi, ma durò sei lunghi anni. Anni in cui Joe Pistone scomparve. E l’uomo che aveva il suo volto prese il nome di Donnie Brasco. Per Pistone fu un periodo estremamente significativo. Ancora oggi è incredibilmente orgoglioso di essere stato il primo agente dell’FBI infiltrato nella mafia. Riuscì a entrare così profondamente in quegli ambienti che quasi diventò un affiliato ufficiale della famiglia Bonanno, una delle cinque famiglie che controllavano le attività della Mafia italo-americana a New York. Per lui non fu solo una prova delle sue capacità sotto copertura, ma anche l’inizio del declino della mafia americana che oggi è ridotta a uno dei tanti gruppi criminali degli Stati Uniti. 

 

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Ma torniamo indietro nel tempo e facciamo tappa a New York nella seconda metà degli anni 70. A quel tempo a New York c’erano cinque famiglie mafiose e ognuna di loro aveva un territorio dove portare avanti attività illecite come gioco d’azzardo, traffico di droga, ricettazione, estorsione, edilizia, smaltimento dei rifiuti e così via. Era vietato fare affari nel territorio di un’altra famiglia, la cui struttura era simile a quella di un dipartimento di polizia o di un corpo militare. C’era infatti un boss al comando, il capo supremo della famiglia che nominava un vicecapo, il numero due. E poi c’era un consigliere, un individuo di cui il boss si fidava ciecamente e che credeva potesse andar d’accordo con i caporegime della famiglia. Tutte queste figure iniziavano la loro carriera nella famiglia come soldati e dovevano essere maschi, bianchi e italiani: erano questi i primi tre requisiti per entrare in un gruppo mafioso. Poi c'erano i non affiliati che prendevano il nome di associati e non dovevano per forza essere italiani. In questo sistema radicatissimo riuscì a infiltrarsi Joe Pistone, che ha raccontato la sua incredibile storia a Roberto Saviano in una puntata di Kings of Crime. Guardala ora su discovery+! 

 

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