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La storia del massacro di Jonestown: era il 18 novembre del 1978

Molti conoscono la sanguinaria fine della setta di Jonestown, ma non tutti sanno la storia che ha portato alla tragedia: guarda qui sotto lo speciale oppure attiva discovery+ per vederlo senza pubblicità.

Il più grande suicidio collettivo della storia moderna. Parliamo della tragedia avvenuta il 18 novembre 1978 in Guyana, dove 913 membri di una setta religiosa - tra cui donne, anziani e bambini - morirono per avvelenamento. Molti conoscono la sanguinaria fine di questa storia, ma non tutti sanno come si è arrivati a quest'orribile epilogo. Per scoprirlo guarda qui sotto l'episodio di Dentro la setta dal titolo "Il massacro di Jonestwn" oppure attiva discovery+ per vederlo senza pubblicità. 

 

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Il massacro di Jonestown è stato, come detto, il più grande suicidio di massa della storia moderna. La figura attorno a cui ruota tutta questa vicenda è quella del pastore Jim Jones, fondatore del movimento religioso chiamato "Tempio del popolo". Ma facciamo un passo indietro e torniamo al 1965, quando Jones inizia a radunare centinaia di seguaci grazie a messaggi positivi ed estremamenti moderni come la fratellanza, l'uguaglianza economica e l'idea di un mondo dove i bambini non patiscano la fame. A Jones si avvicinano famiglie cristiane che lo reputano una brava persona guidato dallo spirito di Dio. Siamo in piena Guerra Fredda e Jones convince i suoi seguaci che a breve ci sarà un attacco nucleare. Dice di aver avuto una visione e che sia necessario rifugiarsi in un angolo remoto nel nord della California. È l'estate del 1965 quando centinaia di pellegrini vendono tutti i loro averi per segure il reverendo Jones. Giunto in California, Jones fonda la sua chiesa chiamandola "Tempio del popolo", con sede nella località sperduta di Redwood Valley. 

 

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Jones sostiene di avere un dono, dei poteri paranormali. Ma chi è questo reverendo? Un uomo che viene dalla tradizione della religione pentecostale e che si è fatto conoscere grazie a imponenti e avanguardistiche opere di beneficenza. Ha infatti avviato numerosi programmi di distribuzione di cibo e abbigliamento per i più bisognosi e ha creato strutture di ricovero per anziani. Jones si dichiara apertamente socialista e contrario al sistema militare, industriale e politico. Ai suoi seguaci, che mettono i loro risparmi in una cassa comune, raccomanda uno stile di vita comunitario. Nel 1970 sono migliaia le persone che lo venerano, provenienti anche da grandi città come San Francisco e Los Angeles. Tra queste c'è Laura Johnston Kohl, all'epoca appena 22enne che crede di far parte di "una grande famiglia multietnica". L'aria è sempre festosa, ma col tempo c'è chi inizia a notare che Jim Jones, oltre a essere incredibilmente carismatico, voglia ossessivamente tenere tutto sempre sotto controllo. Puoi ricostruire l'intera vicenda guardando qui sotto l'episodio di Dentro la setta dal titolo "Il massacro di Jonestwn" oppure attivando discovery+ per vederlo senza pubblicità.

 

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