Strage di Bologna: era il 2 agosto 1980

Sono passati esattamente 41 anni dall'attentato alla stazione di Bologna che provocò la morte di 85 persone e il ferimento di oltre 200. Ricostruiamo quanto successo.

È il 2 agosto 1980 e alla stazione di Bologna c'è più movimento che mai. Non potrebbe essere altrimenti visto che in migliaia stanno partendo per le vacanze estive. Ma alle 10.25 quel torrido sabato si trasforma improvvisamente in uno dei giorni più tragici della storia italiana. Una bomba provoca infatti 85 morti e oltre 200 feriti. È un'esplosione impressionante causata da una valigia di tritolo posizionata nella sala d’aspetto della seconda classe della stazione di Bologna. 

 

STRAGE DI BOLOGNA: LA STORIA

 

Sì, è un attentato ed è il più grave avvenuto in Italia dal secondo Dopoguerra. Regge pochissimo la tesi iniziale dello scoppio di una caldaia. La deflagrazione travolge in pieno il treno Adria Express 13534 Ancona-Basilea, fermo sul primo binario, e fa crollare metri e metri di pensilina situata sopra la sale d'attesa. Immediatamente sul luogo dell’incidente si precipitano ambulanze, vigili del fuoco, forze dell'ordine, militari e volontari: tutti si mettono alla ricerca di sopravvissuti sepolti sotto le macerie. Regna il caos. Gli ospedali della città richiamano d’urgenza medici e infermieri che sono in vacanza mentre un autobus viene utilizzato come carro funebre per trasportare via i corpi delle vittime. Che sono bambini, ragazzi e anziani: persone di tutte le età. Alla stazione di Bologna arriva anche il presidente della Repubblica Sandro Pertini, visibilmente commosso. Giunta la sera, in piazza Maggiore si radunano migliaia di persone per chiedere giustizia e verità. Non si può restare impassibili davanti a tanto orrore. 

 

Per l’attentato alla stazione di Bologna verranno condannati in via definitiva, come esecutori materiali della strage, gli ex militanti dei Nuclei armati rivoluzionari (Nar) Valerio Fioravanti, Francesca Mambro e Luigi Ciavardini. Per quanto riguarda i mandanti dell'attentato, dei nomi emergeranno solo anni dopo e saranno quelli di Licio Gelli, Umberto Ortolani, Federico Umberto D'Amato e Mario Tedeschi. Ma non ci sarà mai alcun processo e non ci saranno condanne né assoluzioni per via della morte dei quattro incriminati. Secondo la Procura generale Licio Gelli, noto come “Maestro venerabile” della loggia massonica P2, si sarebbe mosso con l’appoggio dell'imprenditore e banchiere legato alla P2 Umberto Ortolani, dell'ex prefetto ed ex capo dell'ufficio Affari Riservati del ministero dell'Interno Federico Umberto D'Amato e del giornalista iscritto alla loggia ed ex senatore dell'Msi, Mario Tedeschi. 

 

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La strage di Bologna avrebbe avuto un prezzo, esattamente cinque milioni di dollari. Questa la cifra a cui sono risaliti i magistrati e la Guardia di Finanza e che da conti svizzeri riconducibili a Gelli e Ortolani sarebbe finita nelle tasche del gruppo dei Nar. Lo scorso anno, in occasione del 40° anniversario della strage di Bologna, il programma di cerimonie di commemorazione è stato inevitabilmente ridotto all’osso a causa del Covid-19. Quest’anno, per il 41° anniversario, si rivedrà invece un po’ di normalità con un corteo nel segno della memoria. Oltre al concerto dell'orchestra del Teatro Comunale in piazza Maggiore e alla proiezione del documentario “La Rabbia e la Scelta” di Ilaria Alpi al chiostro di San Francesco, la novità sarà rappresentata dagli 85 sanpietrini della memoria già posati che portano i nomi delle vittime della strage della stazione. 

 

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