Strage di Utoya in Norvegia: era il 22 luglio 2011

Sono passati esattamente 10 anni dagli attentati che colpirono Oslo e l'isola di Utoya provocando 77 vittime. Ricostruiamo quanto successo in quel tragico giorno.

Un massacro. Era il 22 luglio 2011 quando la Norvegia visse uno dei momenti più cupi della sua storia. In quel giorno Anders Behring Breivik, trentaduenne norvegese di estrema destra, si rese colpevole della morte di 77 persone. Ricostruiamo quanto successo a distanza di esattamente dieci anni.  

STRAGE DI UTOYA: ERA IL 22 LUGLIO 2011

 

A Oslo sono le 15.26 del 22 luglio 2011 quando esplode una bomba nel cuore del Regieringskvartalet, il quartier generale del governo situato a poche centinaia di metri dal Parlamento: muoiono otto persone (sette subito a una il giorno seguente in ospedale). A piazzare l’ordigno è stato Anders Behring Breivik, un ragazzo norvegese di 32 anni che si professa di estrema destra. Lo ha anche assembrato in una fattoria in mezzo alla campagna dopo aver acquistato tutti i componenti necessari circa tre mesi prima. Breivik ha pianificato tutto in ogni minimo dettaglio. Ma la bomba di Oslo è solo un diversivo, un depistaggio per attirare polizia ed esercito nel cuore di Oslo dove si stanno mettendo in sicurezza tutti i luoghi del potere e ovviamente la famiglia reale. Purtroppo Breivik ha in mente altro. 

 

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Vestito da poliziotto e armato fino ai denti, si dirige verso l’isola di Utoya, un piccolo paradiso dove 650 giovani attivisti del Partito laburista si sono riuniti per il tradizionale appuntamento estivo. Sono passate poco meno di tre ore dall’esplosione avvenuta a Oslo quando Breivik arriva sull’isolotto e uccide l’unico agente presente. Poi inizia una mattanza. Per quasi due ore Breivik spara all’impazzata contro chiunque sia presente sull’isola, quasi tutti ragazze e ragazzi tra i 14 e i 20 anni che non capiscono cosa stia accadendo. Muoiono 69 vittime innocenti. Il killer viene arrestato in flagranza di reato e durante il processo afferma di avere compiuto quella strage per mandare un "messaggio forte al popolo, per fermare i danni del partito laburista e arginare una decostruzione della cultura norvegese per via dell'immigrazione in massa dei musulmani". Riconosciuto sano di mente e come unico responsabile della strage, il 24 agosto 2012 Breivik viene condannato a ventuno anni di carcere, la pena massima dell'ordinamento norvegese. Una pena che è però prorogabile di altri cinque per un numero indefinito di volte nel caso sia riconosciuto come socialmente pericoloso.

 

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