L'ultima partita di Pelè: era il 28 agosto 1977

L’atleta brasiliano Pelè, il primo vero “dio” del calcio moderno, il 28 agosto 1977 giocava la sua ultima partita... Riviviamo quel giorno grazie allo speciale disponibile su discovery+.

Il 28 agosto 1977 Pelè, “O Rei”, l’asso brasiliano vincitore di 3 Coppe del Mondo che ha affascinato il mondo intero, gioca la sua ultima partita. Attraverso le testimonianze di chi era presente e dei protagonisti del calcio di quegli anni, ripercorriamo gli ultimi 90 minuti della carriera del grande campione durante l’amichevole Cosmos vs. Santos. Lo facciamo grazie allo speciale L'ultimo spettacolo di Pelè che potete vedere in esclusiva su discovery+.

 

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Il "dio" lasciò il calcio in un pomeriggio d'agosto del 1977. Non si voltò indietro, non ne aveva bisogno. Aveva 37 anni, era nero e brasiliano. E quello era il suo ultimo spettacolo. Con il numero 10 e con il nome sulla maglia: Pelè. L'America era ancora una terra promessa dove il pallone faticava a entrare in porta. Pelè si liberò della sua maglia e la lanciò. A quei tempi Pelè era conosciuto in tutto il mondo, tanto che uno studio su chi fosse la persona più conosciuta del pianeta stabilì che fosse proprio lui. E così gli americani, che in gran parte avrebbero fatto il nome di Frank Sinatra, fecero di tutto per portarlo da loro. Pelè era dio, una leggenda, qualcuno che non potevi nemmeno immaginare di incontrare, figurarsi giocarci insieme. Per usare le parole di Walter Sabatini, attuale dirigente del Bologna ed ex giocatore, Pelè "non pensava calcio, lo generava". Non aveva debolezze, era perfetto come Michelangelo. 

 

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Pelè arriva in America, a New York, nel 1975. Per la prima volta veste una maglia che non è brasiliana. È un dio straniero a riposo ma ancora capace di fare miracoli. Nel 1958 in Svezia, a soli 17 anni, aveva sedotto tutti: nessuno aveva mai visto un esordiente segnare sei gol in una Coppa del Mondo, due addirittura in finale. E nel 1970 in Messico quel colpo di testa vincente, da pantera, che stordì l'Italia. Pelè era completo, aveva tutto. Negli USA sbarcava O Rei, il grande seduttore, l'uomo inimatibile e irraggiungibile. Quello dai tre titoli mondiali e dagli oltre mille gol. Ma anche l'atleta finanziariamente a terra, derubato dai suoi procuratori. La sua sembrava una missione impossible: convertire l'America al soccer e trovare un mercato per il pallone. Il vero motivo del suo ingaggio da parte dei Cosmos fu quello di mettere a segno un colpo planetario, un tentativo folle e coraggioso. Tutti sapevano che per far crescere il calcio in America serebbe servito il "dio" del pallone. Per questo Pelè si vide offrire il più ricco contratto nella storia dello sport: 6 milioni di dollari per tre anni. Non era un contratto da atleta ma da professionista del palcoscenico, da performing artist. Un artista che si è messo alle spalle le luci dei riflettori il 28 agosto 1977. A distanza di esattamente 44 anni da quel giorno, riviamo il suo ultimo spettacolo grazie allo speciale disponibile su discovery+

 

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